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Conviene acquistare un diesel oggi?

Conviene acquistare un diesel oggi?

Conviene acquistare un diesel oggi?

Per molti automobilisti il diesel è stato per anni la scelta più logica. Consumi contenuti, grande autonomia e una particolare efficienza nei lunghi viaggi hanno reso il motore a gasolio uno dei protagonisti assoluti del mercato europeo.

Oggi, però, la situazione è cambiata. L’arrivo delle auto ibride ed elettriche, l’evoluzione dei motori a benzina e soprattutto le nuove normative sulle emissioni hanno fatto nascere una domanda sempre più frequente: conviene ancora acquistare un diesel nel 2026?

La risposta, come spesso accade nel mondo dell’automobile, non è semplicemente sì o no. Il diesel può ancora avere molto senso per alcuni automobilisti, mentre per altri rappresenta una scelta poco conveniente e potenzialmente problematica nel lungo periodo.

La vera domanda da porsi, quindi, non è se il diesel sia “finito”, ma per quale tipo di utilizzo abbia ancora senso nel 2026.

Il diesel non è ancora scomparso

Nonostante il forte calo registrato negli ultimi anni, il motore diesel continua a essere presente sul mercato italiano. I dati UNRAE mostrano però una trasformazione molto evidente nelle preferenze degli automobilisti.

Nel febbraio 2026, per esempio, le vetture diesel rappresentavano il 6,5% del mercato italiano, contro il 9,7% dello stesso mese del 2025. Nei primi due mesi dell’anno la quota era del 6,9%, rispetto al 9,5% dell’anno precedente.

Il diesel, quindi, non è scomparso, ma non è più la motorizzazione dominante che conoscevamo in passato.

La situazione è diversa anche nel mercato dell’usato. Qui il gasolio continua a essere molto più presente: nei primi cinque mesi del 2026 il diesel rappresentava il 38,2% dei trasferimenti netti, rimanendo la seconda alimentazione più diffusa dopo la benzina.

Questo dato racconta una realtà interessante. Se acquistare un diesel nuovo è diventato una scelta sempre più di nicchia, sul mercato dell’usato esiste ancora una grande disponibilità di automobili a gasolio.


Quando il diesel può ancora essere conveniente

Il principale punto di forza del diesel rimane l’efficienza nei lunghi percorsi.

Chi percorre ogni anno molti chilometri in autostrada o sulle strade extraurbane può ancora trovare nel gasolio un alleato difficile da sostituire. Un moderno motore diesel consuma generalmente poco durante i viaggi a velocità costante e permette di affrontare lunghe distanze senza fermarsi frequentemente per il rifornimento.

Immaginiamo un automobilista che percorra 30.000 o 40.000 chilometri all’anno, utilizzando l’auto prevalentemente per lavoro e viaggiando spesso in autostrada. In una situazione del genere il diesel può continuare a essere una soluzione interessante, soprattutto se confrontato con un motore a benzina di pari dimensioni.

La situazione cambia completamente per chi utilizza l’auto soprattutto in città.

Un diesel moderno è dotato di sistemi sofisticati per il trattamento dei gas di scarico, tra cui filtro antiparticolato e, in molti casi, sistemi SCR con AdBlue. Questi dispositivi funzionano correttamente soprattutto quando il motore raggiunge la temperatura di esercizio e l’automobile viene utilizzata per periodi sufficientemente lunghi.

Un utilizzo fatto quasi esclusivamente di brevi tragitti urbani può quindi essere poco adatto a questo tipo di motorizzazione.


Il problema dei brevi tragitti

È uno degli aspetti che spesso vengono sottovalutati quando si acquista un diesel usato.

Se ogni mattina si percorrono cinque o dieci chilometri per andare al lavoro e altrettanti per tornare a casa, magari affrontando traffico e frequenti stop-and-go, il diesel potrebbe non essere la scelta ideale.

Il filtro antiparticolato, infatti, deve periodicamente effettuare una procedura di rigenerazione per eliminare il particolato accumulato. Quando l’automobile viene utilizzata prevalentemente per brevi spostamenti, questa operazione può essere più difficile da completare correttamente.

Questo non significa che un diesel utilizzato in città sia necessariamente destinato a rompersi, ma significa che il tipo di utilizzo deve essere compatibile con la tecnologia del motore.

Per chi utilizza l’auto prevalentemente in ambito urbano, un’ibrida full hybrid può spesso risultare più adatta.


Il grande tema delle restrizioni alla circolazione

Se c’è un elemento che rende più complesso l’acquisto di un diesel oggi, è quello delle limitazioni alla circolazione.

Non esiste un unico calendario valido per tutta Italia: le restrizioni dipendono dalla classe ambientale, dal tipo di veicolo, dal Comune e dalla zona interessata.

Questo significa che acquistare un diesel Euro 6 oggi non equivale necessariamente ad acquistare un’automobile destinata a essere inutilizzabile tra pochi anni. Allo stesso tempo, acquistare un vecchio diesel Euro 5 senza verificare le normative locali può diventare una scelta rischiosa.

Un esempio particolarmente significativo è Milano. Nell’Area B i diesel Euro 5 per il trasporto persone sono soggetti al divieto di accesso e circolazione dal 1° ottobre 2023, mentre per alcune categorie di veicoli commerciali e autobus il calendario è diverso.

Anche i diesel Euro 6 hanno una prospettiva di limitazioni future nell’Area B: secondo il calendario del Comune di Milano, gli Euro 6 diesel A-B-C saranno interessati dalle limitazioni dal 1° ottobre 2028, mentre gli Euro 6 D_TEMP e D dal 1° ottobre 2030.

Questo esempio mostra quanto sia importante controllare le regole della propria città prima di acquistare un’auto diesel, soprattutto se si tratta di un usato.


E il famoso divieto del 2035?

Quando si parla di futuro del diesel, spesso compare una frase molto semplice: “Dal 2035 le auto diesel saranno vietate”.

La questione è più complessa.

La normativa europea attualmente in vigore prevede dal 2035 un obiettivo di riduzione del 100% delle emissioni medie di CO₂ delle nuove autovetture e dei nuovi veicoli commerciali leggeri immatricolati nell’Unione Europea.

Questo riguarda le nuove immatricolazioni, non significa che tutte le automobili diesel già presenti sulle strade debbano essere rottamate nel 2035.

Chi possiede oggi un diesel non deve quindi necessariamente liberarsene entro quella data. Un’automobile regolarmente immatricolata continuerà a poter circolare, salvo eventuali limitazioni locali o future normative.

Per chi sta pensando di acquistare un’auto nuova, però, il quadro è importante. Significa che il mercato europeo sta andando verso una progressiva riduzione delle motorizzazioni tradizionali e che il diesel avrà sempre meno spazio nelle gamme dei costruttori.


Comprare un diesel usato può essere una buona idea?

Qui la risposta diventa ancora più interessante.

Il mercato dell’usato offre oggi una quantità enorme di automobili diesel, comprese vetture relativamente recenti e dotate di motori Euro 6. Il calo della domanda può inoltre rendere alcuni modelli più accessibili rispetto al passato.

Ma bisogna prestare molta attenzione alla classe ambientale.

Acquistare un diesel Euro 5 perché costa poco potrebbe rivelarsi una scelta poco lungimirante se si vive o si lavora in una città che applica restrizioni alla circolazione. Il risparmio iniziale potrebbe essere rapidamente compensato dalla necessità di cambiare automobile prima del previsto.

Un diesel Euro 6 recente, invece, può avere una prospettiva molto più interessante, soprattutto per chi percorre molti chilometri fuori città.

Prima di firmare il contratto, però, è fondamentale verificare la normativa vigente nel Comune e nelle regioni in cui si utilizzerà maggiormente il veicolo.


Diesel, benzina o ibrida: quale scegliere?

Il confronto non può essere fatto soltanto guardando il prezzo alla pompa.

Un automobilista che percorre 30.000 chilometri all’anno prevalentemente in autostrada ha esigenze completamente diverse da chi percorre 8.000 chilometri all’anno quasi esclusivamente in città.

Per il primo, il diesel può ancora rappresentare una soluzione molto razionale. I consumi contenuti e l’autonomia elevata possono compensare il prezzo d’acquisto e la maggiore complessità tecnica.

Per il secondo, una full hybrid può essere decisamente più interessante, perché riesce a sfruttare il motore elettrico proprio nelle condizioni in cui un motore diesel è meno efficiente: partenze, rallentamenti e traffico urbano.

La benzina rimane invece una soluzione versatile per chi percorre un chilometraggio medio e non vuole affrontare i costi o le particolarità tecniche di un diesel moderno.

Non esiste quindi una motorizzazione migliore in assoluto. Esiste quella più adatta alle proprie abitudini.


Quanto bisogna guidare per scegliere il diesel?

Non esiste una soglia universale valida per tutti, ma il concetto è abbastanza semplice.

Più aumentano i chilometri annuali e più aumenta la percentuale di percorrenza extraurbana, maggiore diventa il senso economico di un diesel.

Al contrario, se l’auto viene utilizzata poco e soprattutto in città, i vantaggi del gasolio tendono a ridursi.

È quindi molto più importante chiedersi come si utilizza l’automobile piuttosto che quanti chilometri si percorrono in assoluto.

Un automobilista che fa 20.000 chilometri all’anno quasi tutti in autostrada potrebbe avere più motivi per scegliere un diesel rispetto a qualcuno che ne percorre 25.000 affrontando quotidianamente il traffico cittadino.


Il diesel è destinato a sparire?

Dal punto di vista del mercato delle auto nuove, il declino è ormai evidente.

Le case automobilistiche stanno investendo soprattutto nell’elettrificazione, nell’ibrido e nelle architetture software di nuova generazione. Il diesel continua a essere importante soprattutto in determinati segmenti e per determinati utilizzi, ma occupa uno spazio sempre più ristretto nelle strategie future dei costruttori.

Questo non significa però che il diesel sparirà dalle strade in tempi brevi.

Il parco circolante europeo è enorme e milioni di automobili diesel continueranno a essere utilizzate per molti anni. Il vero cambiamento avverrà progressivamente attraverso il mercato del nuovo, mentre l’usato manterrà una forte presenza del gasolio ancora per diverso tempo.


Quindi, conviene acquistare un diesel nel 2026?

La risposta più corretta è: sì, ma soltanto se il tuo utilizzo è quello giusto.

Se percorri molti chilometri ogni anno, affronti frequentemente autostrade e strade extraurbane e cerchi un’automobile capace di offrire consumi contenuti e grande autonomia, un diesel moderno può ancora essere una scelta assolutamente sensata.

Se invece percorri prevalentemente brevi tragitti urbani, utilizzi l’auto poco e vivi in una città con restrizioni sempre più severe, probabilmente è meglio guardare verso una motorizzazione ibrida o, se le condizioni di utilizzo lo permettono, elettrica.

Ancora più importante è la scelta dell’auto usata. Un diesel Euro 5 acquistato oggi può essere conveniente dal punto di vista economico, ma diventare problematico se le restrizioni locali ne limitano l’utilizzo. Un Euro 6 più recente può offrire una prospettiva decisamente migliore, anche se bisogna comunque considerare il progressivo cambiamento normativo.

Il diesel, insomma, non è morto. È semplicemente diventato un motore molto più specializzato.


Conclusioni

La vera domanda, quindi, non è più “diesel sì o diesel no?”.

La domanda giusta è: “Il diesel è adatto al modo in cui utilizzo la mia automobile?”

Ed è proprio dalla risposta a questa domanda che dovrebbe partire qualsiasi decisione d’acquisto.

Grazie per aver dedicato il vostro tempo alla lettura di questo articolo. Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti, approfondimenti e consigli dedicati al mondo delle auto. Siamo sempre qui per condividere la passione per la guida e l’innovazione su strada.

Buon viaggio e arrivederci al prossimo articolo!

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